Palazzo Bertini

Palazzo Bertini, all'interno del quale il b&b è situato, è uno dei diciotto monumenti a Ragusa che nel 2002 sono stati dichiarati Patrimonio Unesco.
Con la sua caratteristica facciata, infatti, rappresenta uno dei più interessanti esempi di architettura barocca nel Val di Noto.
Fu costruito negli ultimi decenni del '700 da don Salvatore Floridia lungo la via "Maestra", punto di confine e di congiunzione tra il centro superiore e Ragusa Ibla, scrigno antico della città. Fu poi acquistato, intorno alla metà dell'Ottocento, dalla famiglia Bertini, da cui prende il nome.
L'elemento principale che caratterizza e distingue l'edificio sono i tre mascheroni, posti come chiave di volta di tre archi che originariamente fungevano da ingresso. Essi costituiscono, secondo la tradizione locale, un originale trait-d'union tra l'antica aristocratica Ibla e la nuova emergente Ragusa.
Infatti, dopo il terremoto del 1693 e la ricostruzione della città su due siti differenti, il palazzo sembrava ergersi come una sentinella del nuovo centro urbano con i suoi "tre potenti", i tre mascheroni che sembravano volgere al passante uno sguardo beffardo e insolente, quasi di sfida.

I Mascheroni

Perfettamente inseriti nel caratteristico prospetto, appena sotto le inferriate panciute, questo "trio d'orchi" dai volti enormi costituisce una significativa rappresentazione di allegoria barocca. Realizzati in "pietra pece", che si estraeva dalle cave di pietra asfaltica nei dintorni della città, prodotti dalla più estrosa fantasia ma nello stesso tempo estremamente realistici nelle sembianze, essi raffigurano tre personaggi, quasi tre caricature. A destra il ricco mercante, con un viso rotondo, un grande turbante ed un orecchino, tutti simboli di opulenza; al centro il nobile signore, con lo sguardo altero dell'aristocratico, una folta capigliatura con boccoli ed un elegante cappello; a sinistra il pitocco (il poveraccio), con un viso deforme, smagrito, un grande naso e la bocca sdentata.
Varie le interpretazioni negli anni, ma la più accreditata è quella che li vede come esteriorizzazione delle caratteristiche umane del potere, i tre potenti", appunto. Il mercante paffuto e soddisfatto : il potere di chi può fare tutto grazie alla sua ricchezza; il nobile signore, distante e sprezzante, il potere politico degli aristocratici; il pitocco, brutto e deforme : il potere di chi non ha nulla da perdere perché nulla possiede.

Arte barocca dove apparenza e teatralità, grandezza e miseria, vizio e ironia si confondono nel modo più vario.
(Oscar Spadola)